martedì 3 gennaio 2017

Importantissimo.

Discussioni su WhatsApp tra me e Pierpaolo. (Soggetto: il potente simbolismo di Peppa Pig).

lunedì 2 gennaio 2017

Guarda un po' è uscito il sole


Spiaggia del Poetto, dicembre 2016

Un anno senza una parola. Quando non si scrive i casi sono due: 1) non si ha niente da dire; 2) si ha troppo da dire e quindi ciao, che mi ci vorrebbe un'era geologica per annotare tutto. E io sono una di quelle fanatiche della cronaca che se non si segna tutto allora non vale.
E quindi non ho scritto niente e questo banale tentativo che sto facendo adesso di recuperare qualcosa del 2016 è talmente un'impresa impossibile che quasi quasi mollo il colpo.

Perché, vi spiego, o le sensazioni le annoti sul momento, o tanto vale che le lasci andare, perché dopo non è più la stessa cosa.
Quindi facciamo che vi faccio un resumé, sintetico, poche parole, poche cose.

Il 2016 è stato un anno iniziato in salita e finito in pianura. Come quando parti per una escursione e inizi subito con una salita di quelle che dopo dieci metri hai già la lingua felpata e il sudore che cola lungo la schiena. Stai per tornare indietro ma non puoi, perché ti hanno detto che quando arrivi in cima c'è il tesoro. E ci vuoi credere a questa baggianata, un po' come Peppa Pig e George quando inseguono l'arcobaleno in cerca della pentola con le monete d'oro.


Poi arrivi in cima. La salita è finita, ma la discesa te la scordi, c'è una bella pianura di erba e fiorellini bianchi, e sei talmente felice di poter prendere fiato che ti sei dimenticato della pentola di monete d'oro e anche della discesa: chi se ne frega adesso della discesa, anche perché hai le ginocchia a pezzi e per affrontare bene una discesa bisogna poter correre e con quelle ginocchia dove cazzo vai. Insomma, tanta fatica ma anche la luce in fondo al tunnel, la quiete dopo la tempesta.

Ed è di nuovo natale, e di nuovo capodanno.

Ho chiuso in bellezza l'anno facendo scomparire misteriosamente il mio abbonamento della metropolitana. Sparito, andato chissà dove. Persa un'ora nell'affollato ufficio ATM per fare il duplicato. Mi ha rinfrancato solo l'impiegato allo sportello che guarda la mia foto, ormai di qualche anno fa, perplesso. "Lo so, sono un po' invecchiata" dico io, lui mi sorride malandrino e mi dice "no, manca la frangia, ma per il resto sei uguale". E' proprio mentre ascolto il complimento (immagino che lo sia, no?) che mi accorgo delle foto delle sue vacanze che scorrono nel monitor del pc al suo fianco: lui su una spiaggia esotica, capelli grigi alle spalle fluenti, braccia aperte come come il Cristo Redentore di Rio de Janeiro e uno slippino rosso striminzito che cattura definitivamente la mia attenzione lasciandomi imbambolata fino al momento in cui, consegnandomi il mio nuovo abbonamento, mi chiede: "CaGliari? E dov'è?" pronuncia la G come quella di "gatto". "Sardegna" rispondo io senza battere ciglio: dopo lo slippino rosso striminzito niente può più impressionarmi di quest'uomo.

Ma veniamo al dunque, eccole qui le dieci cose più belle del 2016:

  • iniziare l'anno alle Canarie
  • riposare sulla pelliccia di Chai e abbracciarlo contro la sua volontà


  • Parchi e parchetti cittadini, frequentati moltissimo




  • l'acquario civico di Milano
    Acquario civico di Milano
  • uscire soli, noi due
  • il Canada, tutto
Parc du Mont Mégantic, Québec, Canada
  • Cala Sinzias in una giornata di mare con gli amici

  • la festa per i due anni di Orlando
  • le Dolomiti e rimettere gli sci dopo 3 anni di sosta


  • il natale a casa, la mia famiglia, e quanto è bello vedere Orlando con loro


Le dieci cose del 2016 che si potrebbero anche dimenticare:
  • i miei capelli
  • l'aerosol
Areosol a Luglio? Ma certo!
  • la congiuntivite
  • i puntini
  • la febbre alta a luglio
  • i pranzi al ristorante
Bello pranzare al ristorante con i bambini.... :(
    Versilia 
  • la pioggia incessante nel nostro primo weekend al mare in Versilia
  • il furto dell'i-phone in metropolitana ('tacci loro)
  • il lavoro che a tratti mi ha fatto arrabbiare moltissimo
Lavoro, io e te dobbiamo parlare
  • il sonno, che spostati
Lui dorme, io no.
Lui dorme, io no #2

E dulcis in fundo, i 10 buoni propositi per il 2017:

  1. finire il libro fotografico dei primi due anni di Orlando
  2. finire di svuotare gli scatoloni del trasloco (ahahahahah)
  3. preparare la mia prima Sacher
  4. riprendere ad andare a lezione di danza
  5. mangiare di meno
  6. uscire di più con le mie amiche
  7. farmi crescere i capelli
  8. dormire di più
  9. scrivere qui almeno ogni tanto, anche solo una frase o brevi annotazioni
  10. fare più foto con la macchina fotografica e meno con questo cellulare cinese che tra l'altro fa foto orrende
Buon natale, buone feste, buon anno.

martedì 22 dicembre 2015

Amare stanca


Voglio che rimanga una traccia scritta di quanto sia faticoso questo periodo. E di quanto ogni giorno contenga decisioni da prendere e responsabilità. Decisioni da prendere per qualcun altro, sperando di fare la cosa giusta, ammesso che esista. Ogni giorno lottiamo contro qualche mostro che si è infiltrato prima nel suo e poi inevitabilmente anche nel mio corpo. Gastroenteriti, catarro, muco, caccole negli occhi, e so adesso più che mai che le possibilità sono infinite. E ogni sera vado a letto sperando che sia una di quelle serate buone e che si riesca a dormire almeno 5 ore di fila.
Tutte banalità, mi rendo conto.
Ordinaria amministrazione genitoriale.
Ma per me non è facile.
Non è facile decidere in fretta se il suo livello di catarrosità è compatibile con una giornata di nido, o se invece è meglio che metta insieme un puzzle di persone che si occupino di lui almeno fino al mio rientro dall'ufficio.
Poi è roba mia. L'orario pomeridiano me lo gestisco io. E ne sono immensamente felice. Sono riuscita ad ottenere una proroga del part-time, così diminuiscono i puzzle e posso stare un po' più con lui. Vederlo crescere, inseguirlo per casa mentre vernicia i muri con lo spazzolone del wc.
Il rientro in ufficio è stato un passo doveroso e inevitabile, ma anche atteso. Avevo bisogno di diversificare per certi versi la mia giornata da madre e nutrice full-time. Ma alle 15 scalpito per vederlo, spupazzarmelo. Ho ancora un bisogno fortissimo di trascorrere il tempo con lui, di averlo vicino. E' un bisogno fisico e non mi piace disertare.
E quando spuntano all'orizzonte possibilità di serate mondane le sento avvicinarsi come un problema da gestire più che come un sollievo.
Qualcuna ce la siamo concessa e me la sono concessa, ma c'è questa nuova sensazione di incompletezza quando lui non c'è. Ed è l'aspetto forse più faticoso della situazione: il legame. La consapevolezza di questo legame che mi porterò dentro per sempre, ovunque sarò, ovunque sarà.
Un po' mi angoscia, lo ammetto.
Ed è proprio questo che segna la fine della tua vita precedente: il legame, sempre lui.
C'è una vita in cui ci sei solo tu, e qualsiasi incontro o relazione viene gestita secondo il proprio sentire e le proprie esigenze del momento. E poi c'è una vita in cui ogni decisione non riguarda più solo te e in cui devi pensare per due. Forse non mi abituerò mai a questa cosa e ogni tanto vorrei solo che qualcuno decidesse per noi, o che mi dicesse che sto facendo la cosa giusta, da quello che decido di preparargli per cena alle suposte di antipiretico.
E poi niente, c'è questo simpatico cucciolo d'uomo selvaggio che gattona alla sua maniera bizzarra (lui si trascina sulle braccia in posizione seduta, una cosa un po' strana) per casa, che fruga ovunque, che ieri ha imparato ad aprire anche il freezer e che inizia a strisciare sui muri e tutto quello che lo sostiene in posizione eretta, e che qualche giorno fa ha mosso i suoi primi passi in autonomia, senza sostegno.
E' bellissimo vedere quanto è goffo, ciccioloso e buffo nei suoi tentativi. E quanto allo stesso tempo mentre sei distratto a sorridere dei suoi tentativi lui riesca a portare a termine missioni incredibili.
Orlando è un bambino socievole, se non avessi la paura di risultare volgare potrei dire che è vagamente paraculo. Mi pare abbia quella dote innata di conquistare all'istante le persone e di essere simpatico. Sorride, fa il piacione, sa farsi volere bene.
Ha quattro dentini da castorino e quando ride è semplicemente stupendo.
Quando guarda le cose che non può toccare mi guarda e fa "no" con il ditino...e un secondo dopo mette le grinfie sull'oggetto proibito. E' una piccola birba, mi tiene molto impegnata.
A volte vorrei che fosse già grande abbastanza da capire certe cose, altre volte vorrei fermare il tempo, come quando lo porto in groppa e si addormenta e sento il calduccio della sua guancia appoggiata sulla mia schiena. O come quando si nasconde sotto alla sua tenda indiana e io faccio finta di non sapere dove sia e lui esce e fa "cucù" ridendo come un matto.
Certo che mi mancano molte cose. La spensieratezza, ecco, quella soprattutto mi manca. Quella che sto insegnando a lui e che cerco al momento di vivere solo di luce riflessa, perché io non posso permettermela. Perché non posso svaccarmi sul divano a riposare, leggere un libro, rimandare le cose da fare, lasciarmi andare a sognare cose impossibili. Perché non ho tempo. E qualche volta quando ne ho un po' sono talmente stanca che non ho voglia di niente, al massimo voglia di dormire.
Eppure continuiamo a riempire il nostro tempo libero di cose da fare insieme, perché è quello poi che mi rende felice. Portarlo a spasso, fargli vedere il mondo. Portarlo a una mostra, a un concerto, a giocare con gli altri bimbi, a vedere le foglie secche, al ristorante. Certo che è faticoso e certo che è uno sbattimento. Ma è questo che mi fa sopportare la stanchezza, perché se non posso stare a inseguire i miei pensieri e i miei desideri che almeno possa farlo con i suoi, che almeno ne valga la pena. E la vale, eccome se la vale.
E allora se arriveremo indenni al 1° gennaio si parte, si fa un viaggetto. Destinazione...diversa, direi diversa. Ma credo sarà molto divertente, e sicuramente qualcosa di molto nuovo per tutti e tre. Incrociate le dita, ché per partire non bisogna avere la febbre e al momento è una condizione miracolosa.


domenica 3 maggio 2015

5...6...quasi 7

La mattina del nottambulo...zzzzz...
"Ma non scrivi più?"
Questa la domanda che mi viene fatta. E la risposta è: "e quando???"
Credevo che la crescita di Orlando avrebbe significato più tempo per me: mi sbagliavo. Le sue ore di sonno diminuiscono e anche le mie, e non solo quelle. La sua veglia richiede sempre più attenzione, è sempre più curioso e voglioso di fare, partecipare, scoprire. Sta poco per conto suo, di conseguenza sono sempre molto impegnata a stargli dietro, porgergli oggetti e giochini da esaminare, leggere e inventare storielle e canzoncine (io che canto: la grande novità del 2015), tenerlo in braccio perché guardare il mondo dall'alto è tutta un'altra cosa, asciugargli i rigurgiti (perché certe cose non si evolvono molto, chissà perché), più tutta la solita routine di pannolini, poppate e bagnetto a cui abbiamo aggiunto un nuovo appuntamento quotidiano: la pappa.
Bagnetto a Cagliari
Abbiamo attraversato - e attraversiamo - periodi di sonno notturno disastroso, con sveglie anche ogni ora, non si sa bene perché. Poi periodi migliori con solo una sveglia alle 3 o 4 del mattino, che per me sono le notti più felici. Diciamo che ogni notte è tutt'ora un'incognita, una sorpresa. Insomma signore e signori, tutto quello che vi hanno sempre detto sui bambini è maledettamente veritiero. Si dorme poco, si riposa meno, e la giornata è un turbine di attività, un vortice che mi risucchia e in un batter d'occhio mi fa ritrovare alle 10 di sera esausta, a cantare melodie inconsulte di fatine e funghi magici (!!!) a bordo culla con risultati talvolta discutibili.
Giochiamo?
Ma, tolti i momenti di sconforto che abbiamo anche noi, padre incluso, ce la passiamo bene.
Nel senso che le nostre settimane sono sempre ricche di passeggiate in compagnia, incontri con le amiche e amici di passeggino ormai consolidati (ché se non ci fossero loro sarebbe molto più dura), e anche qualche uscita serale con gli amici, perché è vero che baby diventa più impegnativo, ma anche più interattivo e portarselo dietro in compagnia diventa più divertente, per noi e per gli altri.
Letture al parco
Prima cena al ristorante
Lui ha fatto enormi progressi, e questo è bellissimo. Ogni giorno diventa più abile nel manipolare gli oggetti e ha completamente cambiato espressione: meno bebè, più bambino.
Giraffa Sophie
Abbiamo conquistato la posizione seduta, prima in versione "torre di pisa" con inevitabile accasciamento laterale, adesso in versione stabile, ma non abbastanza da lasciarlo solo, perché sarebbe troppo facile: ogni tanto il peso del testone lo fa schiantare all'indietro o in avanti e bisogna essere lì, pronti a tuffarsi per offrirgli un morbido atterraggio.
Cestino dei tesori
Intorno al 5° mese è comparsa la prima sillaba: "DADADADADA" che adesso si è evoluta in varianti: "TATATATA", "BABABA" dove ogni tanto la "A" diventa una "E" e raramente una "O", forse solo per sbaglio.
Siamo un po' arenati sul fronte ginnico, rimaniamo un po' insalamati a terra, con pochi rotolamenti. Ancora la posizione di pancia non è apprezzata e quando ce lo metto per costringerlo a girarsi da solo si lamenta sempre un po' come a dire "Uffa! Ti ho già detto che questa cosa non mi piace".
Versione salame
Poi è comparsa la mossa che io chiamo "Elvis the Pelvis" nel senso che da supino punta i talloni e spinge il bacino verso l'alto ripetutamente. Mi sembra di aver capito che vuole esser messo seduto. O forse vuole proprio imitare Elvis, non so.
Visita all'Isola Bella, Lago Maggiore
A Pasqua abbiamo fatto il nostro primo viaggetto con notte in albergo ed è andato benissimo: andare in giro è in assoluto la cosa che preferisce (mmmm, chissà da chi ha preso....).
Pronti per una nuova missione!
Siamo stati a Rapallo, con puntatina a Santa Margherita e Portofino. Sono stati due giorni di sole bellissimi e rilassanti, perché essere in 3 è tutta un'altra musica.
Santa Margherita Ligure
Siamo anche tornati per qualche giorno a Cagliari dove lui ha guardato il mare e le onde con occhi sgranati e dove abbiamo iniziato davvero lo svezzamento.
Lo svezzamento è iniziato così: ero a pranzo con le mie amiche di passeggino e dicevo "mah, non so se è pronto, non mi pare che si porti le cose alla bocca con grande interesse" e in quella, mi strappa letteralmente un pezzo di pane dalle mani e inizia a ciucciarselo. E quindi, al compimento del sesto mese, abbiamo iniziato lo svezzamento vero e proprio.
Ero un po' preoccupata che la cosa non sarebbe stata di suo gradimento. Ingenua: adora il cibo, adora il momento pappa, vorrebbe assaggiare tutto e anche di più.
Stiamo facendo uno svezzamento naturale, a pranzo mangia il su passato di verdure (sempre diverso) e le sue farine di cereali (riso, semolino, mais e tapioca) condito con olio e parmigiano, e a cena se è in buona e sta con noi a tavola, sperimenta quello che c'è. Pane, broccoli, cavolfiore, zucca, fagiolini, yogurt, frutta...Abbiamo assaggiato anche legumi: crema di piselli e l'humus di ceci.
A lui piace tutto!! E menomale!!
Pappa!
Continuo a emozionarmi molto, ogni volta che lui fa qualcosa o scopre qualcosa per la prima volta. Tipo che siamo stati ad un concerto per bambini organizzato secondo il metodo Gordon e l'ho visto attento, rilassato, gorgheggiare con la musica e muovere i piedini a tempo. E niente, mi sono emozionata moltissimo, come la prima volta in piscina o come quando mi sorride al mattino, tutto felice ed elettrizzato per il nuovo giorno che comincia.
6 mesi al mare!
E forse è questo l'aspetto più bello della maternità, questo rivivere le cose, anche quelle che poi diventano normali, quasi scontate, riviverle come se fosse la prima volta. Questo ripercorrere in piccolo la storia dell'uomo (forse esagero, non so), la nostra evoluzione, la potenza di ogni piccola conquista, dal pollice opponibile alla capacità di comunicare, di emozionarsi, di usare lo spazio. Essere mamma è un'occasione unica per capire chi siamo, non io Alessandra, ma chi siamo noi, come animali, come abitanti del pianeta terra, come uomini.
Pensavo che un bambino che nasce non sa in che epoca nasce. Orlando, per quanto ne sapeva, poteva nascere all'epoca delle caverne, con me vestita di pelli d'orso e il padre con la foglia di fico (io sono più freddolosa) eppure è impressionante la capacità di adattamento, di imitazione e lo sviluppo delle capacità come risultato di un lunghissimo percorso evolutivo, singolo e collettivo.
Io e te 
Il nostro legame si sta modificando nel tempo. Da una parte sono diventata più insostituibile non più solo da un punto di vista di sopravvivenza (cibo, protezione) ma anche da un punto di vista emotivo: "ehi tu, non cincischiare, è te che voglio: addormentami". Dall'altra l'inizio del nutrimento complementare ci rende più liberi di ritagliarci spazi di autonomia e di allontanarci un po' di più. Mi sono concessa qualche volta di allontanarmi lasciandolo con il papà, per andare a fare la spesa al supermercato (wow!) e per un aperitivo e una cena con amici.
All'inizio appena sono uscita avevo la sensazione che mi mancasse letteralmente un pezzo. Ma proprio una sensazione fisica, tipo quella che si ha quando si dimentica la borsa da qualche parte, ma molto più forte. Le ultime volte è stata più una sensazione di leggerezza, di tornare giovani, senza pensieri, senza obblighi. Breve ma intensa.
Il tempo sta volando via velocissimo, lo avevo già scritto, forse lo scrivo ogni volta. Le settimane scivolano via una appresso all'altra e siamo già a maggio, a un passo dall'estate, dal trasloco (aaaargh) e dalle vacanze, ammesso che si possa davvero "andare in vacanza". E anche dal mio rientro a lavoro. Lo vedo lì, non vicinissimo, ma inizio a pensare a quel giorno in cui sarò sola e senza passeggino alla fermata della metro in direzione Rogoredo, con davanti 6 ore di fila e qualcosa di più senza Orlando vicino. E sarà un nuovo inizio, una nuova fase...Ma per adesso c'è ancora tempo.

venerdì 13 febbraio 2015

4 mesi

 Quanto sei cresciuto?!?!
Abbiamo passato i 7 chili, i tuoi cosciotti sono circondati da tre ciambelle di ciccia, bellissime da oliare e massaggiare dopo il bagnetto. Hai le guanciotte rosa, belle lisce, pochi capelli e ciglia lunghe, ma queste le hai dal primo giorno: le ricordo da subito, da quando ci siamo abbracciati per la prima volta. 
Gli occhi sembrano verdi/grigi, somigliano ai miei, almeno quelli! 
Hai imparato a tenere e toccare gli oggetti, ti accarezzi le ginocchia e nel bagnetto fai il pazzo sgambettando e agitando le braccia, facendo il bagno anche tu a me. Ieri hai iniziato a guardarti i piedini con interesse e l'altro giorno ti sei girato da solo dalla pancia alla schiena. Mi fa morire dal ridere come cerchi l'inclinazione con il peso della testa per girarti!!! E come ti concentri per farlo! 
Posso dire adesso che hai un buon carattere, sorridi spesso, piangi poco, ti interessi a quello che succede. Ti piace sempre molto andare a spasso, il movimento ti rilassa e ti concilia il sonno.
Sei molto sensibile all'ambiente, sono sicura che fai bene la differenza tra casa e qualsiasi altro posto. Non ti piace essere troppo manipolato e sei molto sensibile ai luoghi e guai tenerti sveglio quando hai sonno. 
Oggi, per festeggiare forse i tuoi 4 mesi, hai dormito pochissimo! Per la prima volta hai fatto solo un breve pisolino nel pomeriggio, per il resto sei stato attivo, sveglio e interessato a tutto...povera me!!
In questo mese abbiamo continuato ad andarcene in giro per Milano con le nostre amiche mamme, abbiamo fatto un corso per imparare ad usare la fascia lunga (che inizia a piacere molto a te e alla mia schiena) e un corso di pronto soccorso. Una volta a settimana mi accompagni a fare pilates, e finora te ne sei sempre stato buono a fare il tuo riposino. 
Siamo stati a Cagliari una settimana a trovare i nonni, purtroppo il tempo è stato bruttissimo e siamo usciti poco, niente passeggiata al mare...ma ci rifaremo.
La cosa più bella? Tenerti nel lettone al mattino, e guardarti mentre ti svegli e ti stiracchi tutto, poi apri gli occhi e mi sorridi.